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#SainteJulie

  • Giulia Montineri

#SainteJulie

  • Giulia Montineri
  • Francia
- 2026 - 104'
Lingua: Francese - Sottotitoli: Italiani

SINOSSI

Il 3 marzo 2019, in Corsica, Julie Douib è stata uccisa dal suo ex marito, un femminicidio prevedibile. La regista documenta le conseguenze di quel fatto, il sessismo quotidiano, la resistenza femminista e il trauma collettivo, mentre il popolo corso onora figure femminili come Santa Giulia, nonostante i cicli di violenza che proprio le donne continuano a subire.

Festival:
  • Visions du Réel
  • Festival du film de Lama
  • Festival International du Film Insulaire de Groix

BIOGRAFIA

Figlia di madre romana e padre corso, Giulia Montineri è cresciuta in Corsica. Durante gli studi di Letteratura e Antropologia, ha realizzato da autodidatta cortometraggi autoprodotti insieme ad alcuni amici. Nel suo lavoro mette in discussione la tipizzazione delle identità, il neocolonialismo e le rappresentazioni tradizionali. Nel 2019 è tornata in Corsica per indagare sui miti del matriarcato locale nel mediometraggio Zie, e ha continuato le sue riflessioni sul sessismo quotidiano con #SaintJulie, il suo esordio nel lungometraggio.


DICHIARAZIONE

Sono cresciuta a L’Île-Rousse, in Corsica, il paese in cui è stata assassinata Julie Douib. Conoscevo molte delle persone coinvolte nella sua storia: i suoi amici, la sua famiglia, ma anche l’uomo che l’ha uccisa e coloro che gli stavano vicino. Non potevo affrontare questo caso come un’osservatrice distaccata. Dovevo trovare un modo per trasformare la mia rabbia iniziale, quella viscerale, in una domanda più complessa: cosa rivela di sé una comunità quando una donna viene uccisa dal proprio partner?
Considero l’omicidio di Julie qualcosa di più di un crimine isolato. È una lente attraverso la quale ho voluto esaminare i valori, i silenzi e le contraddizioni della società da cui provengo. In un paese dove tutti conoscono tutti, la vita privata diventa facilmente di dominio pubblico, eppure la conoscenza non si traduce necessariamente in solidarietà. Circolano voci, si sentono avvertimenti, si esprimono giudizi — eppure la violenza può rimanere invisibile finché non è troppo tardi.
Piuttosto che ricostruire il delitto o riprodurne lo spettacolo mediatico, ho voluto indagare ciò che lo circonda: il sessismo quotidiano, le idee tramandate sulla mascolinità, la violenza, l’onore e la famiglia, e i modi in cui una comunità può sia proteggere che condannare.
Attraverso voci, paesaggi, ricordi e i miti locali di Santa Giulia e del Catenacciu, il film guarda a questo luogo molto specifico come a uno specchio ingranditore di qualcosa di ben più universale: la persistenza della violenza contro le donne e la possibilità di rompere finalmente il silenzio che la circonda.
Giulia Montineri


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